28.8.01

Provenza: sole, colori, profumi e tanta natura

Durante il viaggio abbiamo maturato la convinzione che in Provenza si viva bene: l'equilibrio forte tra natura e uomo, la convivenza delle costruzioni e tradizioni del passato con i luoghi e i costumi del presente, la cordialita' e il sorriso delle persone, sono gli elementi che, da subito, ci hanno legato emotivamente a questa stupenda regione.

A causa delle solite impreviste vicissitudini lavorative, non ci e' mai capitato di organizzare un viaggio con largo anticipo. Abbiamo deciso di visitare la Provenza quasi per caso, a luglio, dopo avere sentito degli amici che vi erano stati e dopo avere visto qualche foto su una rivista.

Siamo partiti senza un programma preciso con l'idea di lasciarci guidare dalle sensazioni e di cogliere quanto piu' possibile l'essenza dei luoghi.

L'isola di Porquerolle, prima tappa del nostro tour, e' una estrema prominenza della Corsica che si affaccia nella baia di Hyères. Si raggiunge facilmente, via mare, dalla penisola di Giens, le navi sono frequenti e il tragitto e' di circa 30 minuti.
Nelle insenature dell'isolotto si trovano alcune splendide spiagge bianche circondate dalla vegetazione mediterranea fitta.
Presso il villaggio di Porquerolle e' possibile noleggiare una bicicletta per pochi soldi, girare l'intera isola e raggiungerne i punti piu' remoti e suggestivi.
Il villaggio, frequentatissimo e molto animato, e' dominato dal forte di Ste Agathe, utilizzato nel passato per avvistare le navi di eventuali invasori.
La piazza del villaggio, un tempo utilizzata come piazza d'armi, viene ora utilizzata dagli abitanti come campo per la petanque, il gioco delle bocce.
Le cicale sono le dominatrici incontrastate dell'isola, a tratti il cicalare e' assordante e quasi non si riesce a parlare.

Il battello ci riporta a Les Salines dove trascorriamo una serata piacevole in uno dei tanti locali per turisti dove possiamo anche ascoltare un discreto concertino jazz.

Dirigiamo verso Aix en Provence, citta' d'arte molto vivace e aperta.
Il Cours Mirabeau costeggiato da platani le cui chiome adombrano quasi interamente le carreggiate e i marciapiedi, ci proietta nella citta' vecchia pittoresca e colorata.
I negozietti di prodotti tipici e di stoffe, le piccole piazze, i cafè, le numerose fontane e gli edifici offrono numerosi spunti fotografici.
Una rapida lettura della guida e qualche informazione prelevata all'ufficio del turismo ci lasciano stupiti per quante cose si potrebbero visitare in una citta' cosi' piccola.
Incominciamo a pensare che ci fermeremo alcuni giorni.
Ogni mattina in Place Richelme si tiene il mercato della frutta e della verdura, mentre poco piu' avanti troviamo il mercato dei fiori. Le gente del posto anima i mercati ogni giorno rifornendosi di frutta, verdura e una quantita' impressionante di fiori. Pensiamo che in una citta' dove la gente compra ogni giorni i fiori, non si possa vivere male.
Tra i luoghi che abbiamo visitato, i piu' rimarchevoli sono senza dubbio la cattedrale di St. Sauveur, il chiostro annesso e il museo Granet. L'ultimo ospita un'imperdibile mostra "Da Cezanne a Giacometti" oltre a una preziosa serie di opere religiose rinascimentali e a un padiglione dedicato all'archeologia locale delle epoche pre-romana e romana.

Il viaggio prosegue fino alla citta' dei papi, Avignone.
La cittadella antica, fortificata a protezione del palazzo dei papi, e' circondata da mura possenti e l'accesso avviene ancora attraverso le antiche porte.
Molto suggestivo e' il ponte di St. Bénézet che attraversa per meta' il letto del fiume e termina improvvisamente, interrotto da una serie di crolli dovuti alla violenza delle acque del Rodano. Osservato dall'antistante isoletta fluviale de la Bathelasse, il ponte conferisce alla cittadella una particolare caratteristica di sicurezza e irraggiungibilita'.
La visita al palazzo dei papi, il Palais, ci impegna per quasi tre ore.
E' un'opera immensa e per certi versi "esagerata". In alcuni punti sono visibili le stratificazioni degli interventi architettonici susseguitisi nei secoli, le modifiche strutturali ed estetiche che i vari papi hanno fatto apportare in base al loro volere o al gusto del periodo. Terminiamo la visita soddisfatti per le cose viste e allo stesso tempo esausti... E' tempo di un buon pisolino sulla riva del fiume.
Segue la visita al Petit Palais, il piccolo palazzo dei papi che ospita una splendida collezione di dipinti italiani realizzati tra il 1100 e il 1400 posseduti dal marchese Campana e in seguito acquistati da Napoleone III per la Francia.

Conveniamo che Nimes e Arles sono facilmente raggiungibili in treno e decidiamo di prolungare la nostra permanenza ad Avignone.

Il centro di Nimes si articola intorno all'antico teatro romano che viene ancora utilizzato per ospitare eventi e concerti.
Poco lontano dal teatro di trova la Maison Carrée, un raro esempio di tempio romano rimasto completamente integro. Nella stessa piazza si affaccia il museo di arte contemporanea, un moderno palazzo in vetro che crea un piacevole contrasto con l'antico tempio.
Seguendo il Quai de la Fontaine si giunge ai giardini di Nimes. Qui si trovano fontane, canaletti, ponticelli e vialetti incantevoli oltre a vestigia romane di notevole importanza: il tempio dedicato a Diana e la torre Magna. Quest'ultima veniva utilizzata per controllare il territorio ed era inserita nel complesso delle mura difensive della citta'. Sebbene sia parzialmente crollata, misura ben trentacinque metri in altezza ed e' visitabile all'interno.

Arles e' una piccola citta' raccolta intorno ai due teatri romani e costituita da edifici piu' o meno vecchi addossati gli uni agli altri tra i quali si districano piccole e pittoresche strade. L'anfiteatro e il teatro antico sono visitabili e correntemente utilizzati.
In pochi minuti si raggiungono la cattedrale e del chiostro di St. Trophime che sono i piu' eloquenti esempi di arte provenzale risalenti al XII secolo.
Per chi non ha problemi di claustrofobia e' possibile visitare anche i criptoportici del foro romano, una rete di gallerie sotterranee che si snodano, da duemila anni, sotto il centro cittadino.

Poco distante da Avignone si erge il Pont du Gard, unico esempio ancora esistente di acquedotto romano a tre arcate sovrapposte.
La struttura e' impressionante, enormi blocchi di pietra costituiscono archi e pilastri possenti, che hanno resistito praticamente illesi al tempo e alla storia.
Ancora piu' sorprendenti le misure dell'acquedotto: cinquanta chilometri di lunghezza con un dislivello di soli ventiquattro centimetri per chilometro... potenza dell'ingegneria romana.

Lasciato il colosso romano, dirigiamo verso Beaucaire e Tarascona, due villaggi medievali uniti da un ponte sul Rodano.
Particolarmente interessante la visita al castello reale di Tarascona, che rimane un raro esempio di castello interamente sopravvissuto alla Rivoluzione, conservando ancora alcuni soffitti originali.

Ci fermiamo a Les Baux poiche' tutto il materiale informativo a nostra disposizione cita con enfasi il posto.
Il villaggio, che fu abbandonato nel 1800 circa, si e' conservato intatto fino ai giorni nostri. E' stato trasformato in una cittadella per il turista in cui ogni antica bottega o abitazione ospita ora un'attivita' commerciale.
Siamo scappati.

Giungiamo a St. Rémy de Provence citta' che diede i natali a Nostradamus.
La citta' vecchia e' tanto piacevole quanto minuta e in mezz'ora abbiamo percorso le vie principali.
I piccoli negozi del centro offrono prodotti tipici e d'artigianato locale, alcuni negozi propongono oggetti assolutamente originali... Peccato per i prezzi.
Appena fuori St. Rémy, si trova l'antico sito greco-romano detto Glanum, interamente visitabile.
Sono visibili tutti i perimetri delle abitazioni, i colonnati del foro e parzialmente i due templi e le terme. Un sentiero panoramico percorribile in pochi minuti regala una vista sull'intera area archeologica.

Fontaine de Vaucluse e' il minuscolo villaggio in fondo alla Vaucluse dove nasce il torrente Sorgue. Sembra che il Petrarca incontro' per la prima volta Laura proprio qui, alla fonte della Sorgue. Non fosse per la fonte e l'ambiente naturale circostante, a Fontaine Vaucluse non ci sarebbe molto da vedere.

Isle sur la Sorgue, a valle rispetto a Fontaine de Vaucluse, e' il paese degli antiquari.
Letteralmente centinaia di antiquari occupano le vie piu' grandi del paese offrendo mobili, oggetti e anticaglie varie di ogni epoca, provenienza e natura: panchine e ringiere in stile liberty, strumentazione navale, mobili, sedie, poltrone, divani, vasi in pietra, una canoa, gabbie per i canarini...
Intorno ai canali che veicolano l'acqua della Sorgue sorgono mercatini di quadri e ristoranti per turisti.

Una strada turistica che si snoda per le gole Nesques ci porta, lentamente, da Carpentras a Sault.
Questo villaggio e' la microscopica capitale della lavanda. Il profumo proveniente dai campi di lavanda circostanti e' intensissimo, dobbiamo chiudere i finestrini.

Roussillon e' un piccolo paese, arroccato su una modesta altura, conosciuto fin dai tempi antichi per le sue terre ricche di ocra. Alla base del paesino imbocchiamo il sentiero delle ocre che, in circa un'ora, percorre una vecchia cava di ocra. In pochi istanti ci troviamo immersi in un paesaggio giallo-arancione che contrasa fortemente con il blu del cielo, le foto si sprecano, e' veramente surreale.

Vicino a Gordes, pittoresco paesino che domina il territorio del Luberon da un'altura, si trova l'Abazia di Senanque, costruita dall'ordine dei Cistercensi nel XII secolo.
L'abazia sorge in un luogo assolutamente solitario e silenziosi, in mezzo alla natura e ai campi di lavanda. All'interno del complesso monastico e' possibile visitare l'originario dormitorio che funge ora da museo, l'abazia, e il favoloso chiostro.

Giunti quasi alla fine del nostro viaggio ci spostiamo nell'Alta Provenza: il paesaggio assume un aspetto alpino, la vegetazione mediterranea lascia il posto ad alberi ad alto fusto e il clima diventa piu' secco.
A Dignes les Bains ammiriamo la parete delle ammoniti, una parete rocciosa che riporta le impronte fossili di circa 1500 ammoniti. Da quelle parti c'e' anche un ittiosauro fossile che misura oltre quattro metri di lunghezza, ma non riusciamo a trovare il sito...
Percorriamo la strada di Napoleone verso Castellane e ci imbattiamo nell'area geologica della Vallée des Sirenes. Seguendo un sentiero montano, in meno di un'ora si giunge nei pressi di una grossa roccia a forma di panettone affiorante dal terreno su cui e' possibile vedere i resti di alcune sirene fossili. Si tratta, in realta', di antenati delle attuali foche, lamantini e dugonghi.

Arriviamo infine a Castellane nei pressi del canyon del Verdon.
Il paese e' costellato di ristoranti e piccole agenzie per visite guidate e noleggio di attrezzatura per canyoning, rafting, bungee-jumping e arrampicata.

Raccogliamo informazioni sui sentieri del canyon e facciamo la nostra scelta.
Attraversiamo il canyon percorrendo una via classica: il Sentiero Martel.
Il canyon e' spettacolare: le pareti si ergono verticali per centinaia di metri, in alcuni punti i raggi del sole non riescono nemmeno a penetrare. Sotto di noi il torrente scorre tranquillo e in alcuni tratti, dove la gola si allarga, crea delle stupende spiagge di sabbia e sassi.
Il sentiero e' molto vario, si sale, si scende, si attraversano pinete e tratti rocciosi, ombra e sole si alternano continuamente.
Sebbene il sentiero non presenti eccessive difficolta', vi sono comunque brevi tratti attrezzati con corde e scalette nei quali bisogna prestare attenzione. All'altezza della breccia Imbert c'e' un tratto attrezzato con una serie di scalette per un totale di 240 gradini che scende nella breccia per circa 60 metri, e' spettacolare.Accidentalmente perdiamo il sentiero e per una ventina di minuti seguiamo una traccia che porta verso il torrente. Il percorso diventa piuttosto ostile e per progredire sulle roccie utilizziamo anche le mani, il torrente scorre proprio sotto di noi a una trentina di metri.
Poco prima del Point Sublime si devono attraversare due tunnel scavati nella roccia di 100 e 670 metri rispettivamente. Le gallerie non sono illuminate e dobbiamo utilizzare delle torce elettriche.
Percorriamo il sentiero Martel in circa 4 ore e mezzo, siamo piuttosto stanchi, ma estremamente soddisfatti.
Soddisfatti del canyon, del viaggio, della Provenza.